Le domande che ci vengono rivolte più spesso da cacciatori, tiratori sportivi, collezionisti, guardie giurate e privati che hanno ricevuto un provvedimento in materia di armi. Ogni situazione è diversa: per una prima valutazione gratuita del tuo caso scrivici dal modulo contatti.
Le domande più frequenti
Ho possibilità di riavere il porto d’armi?
Dipende dal caso concreto: dai motivi del diniego o della revoca, dai fatti contestati e da come sono stati valutati dalla Questura. Non esistono risposte valide per tutti, ma molti casi che sembravano chiusi si sono risolti positivamente, a volte anche senza arrivare al TAR. Per questo il primo passo è far esaminare il provvedimento: la prima valutazione dello Studio è gratuita e scritta. Sul blog trovi molti casi risolti, con l’indicazione della Questura e della Prefettura coinvolte.
Si può togliere il divieto di detenzione armi?
Sì, il divieto di detenzione armi (art. 39 TULPS) è un provvedimento della Prefettura e può essere contestato, con un ricorso gerarchico o con un ricorso al TAR, oppure partecipando al procedimento con memorie e osservazioni. Lo Studio ha ottenuto l’annullamento di divieti di detenzione davanti al TAR: un caso risolto e un’altra causa vinta al TAR.
In quanto tempo riesco ad avere il porto d’armi?
I tempi non dipendono dallo Studio, ma dalla Questura, dalla Prefettura e dal TAR, che fissa le udienze. In alcuni casi seguiti dallo Studio la Questura ha rilasciato il porto d’armi già dopo la proposizione del ricorso, prima ancora dell’udienza: leggi il caso. Nella prima valutazione ti indichiamo quali sono le strade possibili per la tua situazione.
Quanto dura il procedimento amministrativo o il ricorso al TAR?
La durata del ricorso dipende dai carichi di lavoro del TAR competente. Il processo amministrativo è scritto e telematico: tutto il lavoro si svolge con atti scritti depositati online e la causa si decide in un’unica udienza, molto breve. Per questo è fondamentale che il ricorso sia preparato con cura fin dall’inizio.
Entro quanto tempo devo fare ricorso?
I termini sono brevi e decorrono dalla notifica del provvedimento: il ricorso al TAR va presentato entro 60 giorni; il ricorso gerarchico al Prefetto o al Ministero dell’Interno entro 30 giorni. Per questo è importante contattare l’avvocato appena si riceve il provvedimento.
Quanto costa un ricorso?
Il costo varia in base alla complessità del caso e al tipo di procedimento: ricorso per il solo porto d’armi, per il solo divieto di detenzione armi, per porto d’armi e divieto insieme, oppure la sola presentazione di memorie e osservazioni per partecipare al procedimento. Lo Studio invia sempre un preventivo scritto, gratuito e personalizzato, redatto secondo i parametri ministeriali per i compensi degli avvocati e come previsto dalla legge professionale. Anche la prima valutazione del caso è gratuita e scritta.
Diniego, revoca e procedimento penale
Mi hanno negato il porto d’armi: cosa devo fare?
Non perdere tempo e far esaminare il provvedimento da un avvocato che si occupa specificamente di diritto delle armi. Il diniego può dipendere da denunce o querele, ma anche da episodi che non hanno avuto alcun seguito penale: per questo va letto con attenzione e confrontato con la normativa e la giurisprudenza. Approfondisci: cosa fare in caso di diniego del porto d’armi.
Se vengo assolto o la denuncia viene ritirata, riavrò automaticamente il porto d’armi?
No, non è automatico. Il procedimento penale e quello amministrativo sulle armi sono piani distinti: la Questura (per il porto d’armi) e la Prefettura (per la detenzione) fanno una propria valutazione autonoma dei fatti. Vale anche il contrario: una denuncia o un procedimento penale ancora in corso non comportano automaticamente il diniego. Approfondisci: assoluzione penale e porto d’armi.
Basta cancellare le iscrizioni al CED per ottenere il porto d’armi?
No. Il CED è una banca dati in cui sono registrate anche notizie di reato a cui non è seguita alcuna condanna. Il rilascio del porto d’armi è una valutazione molto più complessa del semplice certificato o delle cancellazioni al CED. Approfondisci: diniego del porto d’armi e certificato CED.
Ho una condanna penale: serve sempre la riabilitazione per riavere il porto d’armi?
Non necessariamente: dipende dal caso concreto e dal tipo di condanna. Lo Studio ha seguito casi in cui il TAR ha accolto il ricorso e il porto d’armi è stato rilasciato senza previa riabilitazione penale. Leggi il caso: ricorso al TAR accolto senza riabilitazione.
Mi hanno ritirato le armi in via cautelativa: cosa succede adesso?
Il ritiro cautelativo è una misura provvisoria, ma va gestito subito, perché spesso precede un provvedimento di divieto di detenzione. Lo Studio valuta il provvedimento e gli strumenti di tutela disponibili, compresa la partecipazione al procedimento con memorie e osservazioni.
Lo Studio
Seguite clienti anche fuori da Bologna?
Sì. Lo Studio ha sede a Bologna e assiste clienti in tutta Italia, davanti a tutte le Questure, le Prefetture e i TAR. Il processo amministrativo è telematico, quindi la distanza non è un ostacolo.
Per chi lavora lo Studio?
Per cacciatori, tiratori sportivi, collezionisti di armi, guardie giurate, armerie e privati, in tutte le questioni di diritto delle armi e della caccia: porto d’armi, detenzione, legislazione venatoria e balistica forense. L’Avv. Costantino Valentino Sassano è laureato in Giurisprudenza all’Università di Bologna, ha un master in balistica forense ed è esperto e consulente tecnico in balistica venatoria.
Come posso far valutare il mio caso?
Puoi compilare il modulo contatti, chiamare lo studio allo 051 0423340 o scrivere su WhatsApp al 351 380 9026. Tieni a portata di mano il provvedimento ricevuto e la data di notifica: riceverai una prima valutazione e un preventivo scritti e gratuiti.
