Se una persona riceve un diniego del porto d’armi, deve rivolgersi subito ad un avvocato che tratta questa specifica materia, senza perdere tempo.
L’importanza di questa scelta, dipende necessariamente dal fatto che trattasi si una materia molto complessa e specifica.
Le questioni attinenti al diniego del porto d’armi possono dipendere da diverse cose, da denunce/querele ma anche da semplici episodi non penalmente rilevanti a cui non è seguito un procedimento penale.
Non solo una denuncia può essere la causa del diniego del rilascio del porto d’armi ma anche altri fatti diversi dalla denuncia.
Il rilascio del porto d’armi è un procedimento autonomo e indipendente rispetto al procedimento penale e al procedimento civile.
Il procedimento amministrativo per il rilascio del porto d’armi è autonomo e segue un’altra strada e ha una sua specifica e autonoma valutazione, fondata su altri parametri.
Di conseguenza:
1) se la persona è stata assolta, non significa che automaticamente deve ottenere il porto d’armi;
2) se viene ritirata la querela non significa che automaticamente deve essere rilasciato il porto d’armi.
Il rilascio del porto d’armi segue una valutazione diversa fondata su diversi parametri.
Da qui la necessità di farsi seguire da un professionista esperto della materia che conosce bene tutti gli aspetti problematici.
Nel diniego del porto d’armi vanno contestati i vizi tipici del provvedimento amministrativo, come ad esempio eccesso di potere, violazione di legge, difetto di istruttoria e tutti i vizi tipici del provvedimento e gli elementi sintomatici.
Questioni che sono totalmente differenti dal diritto penale e dal diritto civile.
CONCLUSIONE
Nel caso di diniego del porto d’armi, siamo nella materia del diritto amministrativo delle armi e il diniego deve essere affrontato secondo le regole di questa materia.
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