Diniego del porto d’armi: il ricorso al TAR può cambiare l’esito della vicenda
Dal “non mi sembra vero” al tesserino venatorio: la storia di un cliente che non aveva più fiducia di poter ottenere il porto d’armi
Aveva quasi smesso di crederci. Poi ha scelto di affidarsi allo Studio Avvocato Armi e Caccia e di far valere le proprie ragioni davanti al TAR.
La sua vicenda nasce da un provvedimento che gli impediva di ottenere il porto d’armi e, di conseguenza, di esercitare pienamente la propria attività venatoria. Una situazione che, come accade in numerosi casi di diniego o di limitazione delle autorizzazioni in materia di armi, sembrava ormai difficile da risolvere.
Il cliente, tuttavia, ha deciso di non arrendersi e di rivolgersi all’Avv. Costantino Valentino Sassano, affidando allo Studio Avvocato Armi e Caccia l’analisi della propria posizione e la tutela dei propri interessi.
Dopo il ricorso al TAR, la vicenda si è conclusa con un risultato positivo: il cliente ha potuto finalmente ottenere il proprio tesserino venatorio.
La sua reazione dice tutto sull’importanza del risultato raggiunto.
Poco dopo essere andato a ritirare il tesserino, ha contattato l’Avv. Sassano con un messaggio spontaneo e carico di emozione:
“Buon giorno Avvocato Costantino Valentino Sassano, sono andato a prendere il tesserino venatorio, non mi sembra vero, non so come ringraziarti. Senza fretta, se puoi chiamami, ci facciamo una chiacchierata. Vorrei dirti alcune cose.”
Diniego del porto d’armi: non sempre la vicenda finisce con il provvedimento della Pubblica Amministrazione
Un diniego del porto d’armi, una revoca, una sospensione o un altro provvedimento amministrativo sfavorevole non devono essere considerati necessariamente come la parola definitiva sulla propria posizione.
Ogni caso deve essere esaminato singolarmente, verificando le motivazioni del provvedimento, i presupposti giuridici, la documentazione acquisita dall’Amministrazione e la sussistenza dei requisiti richiesti dalla normativa.
Quando esistono i presupposti, è possibile valutare le forme di tutela previste dall’ordinamento, compreso il ricorso al TAR.
Ed è proprio questo il punto fondamentale: non tutti i dinieghi sono uguali e non tutte le situazioni possono essere valutate allo stesso modo.
Porto d’armi negato? Prima di arrendersi, è importante conoscere i propri diritti
La storia di questo cliente dimostra quanto possa essere importante rivolgersi tempestivamente a un professionista specializzato quando si riceve un provvedimento negativo in materia di porto d’armi, licenza di caccia o autorizzazioni relative alla detenzione e al porto di armi.
Lo Studio Avvocato Armi e Caccia assiste i propri clienti nella valutazione dei provvedimenti amministrativi e, quando ne ricorrono i presupposti, nella predisposizione delle opportune iniziative giudiziarie.
Un diniego non significa necessariamente che ogni possibilità sia perduta.
La prima cosa da fare è far analizzare il proprio caso da un professionista esperto, verificando concretamente se esistano i presupposti per contestare il provvedimento.
Studio Avvocato Armi e Caccia – Avv. Costantino Valentino Sassano
Assistenza legale in materia di porto d’armi, licenze di caccia, dinieghi, revoche, sospensioni e ricorsi al TAR.
*** *** ***
Porto d’armi negato? Possiamo aiutarti.
Contatta lo Studio Avvocato Armi e Caccia e sottoponi il tuo caso ai nostri professionisti.
studiolegale@avvocatoarmiecaccia.it
Uffucio: 051 419 8694
WhatsApp: 351 380 9026
