RITIRO CAUTELATIVO DI ARMI, DIVIETO DETENZIONE ARMI, RITIRO PORTO D’ARMI operati da Prefettura e Questura a seguito dell’accaduto.

La mancata corretta custodia, lo smarrimento e l’omessa custodia delle armi è una tipologia di reato che può capitare spesso a chi detiene e maneggia delle armi, per la caccia, per il tiro sportivo, per lavoro e quant’altro.

La cosa da considerare che questa tipologia di reato in materia di armi si può verificare in tantissimi modi e davvero nei modi più impensabili, quindi bisogna prestare molta attenzione.

Oggi parleremo di un caso che si è verificato e che per fortuna è finito bene per il malcapitato cacciatore.

Un signore si stava per recare a caccia la mattina di buon’ora e stava per uscire la macchina dal suo garage, dopo aver caricato in macchina quasi tutte le attrezzature da caccia nonché aver fatto accomodare il suo cane da caccia nell’apposito spazio attrezzato della sua autovettura.

Mentre stava per entrare in macchina, ha udito un rumore e poi delle urla di una persona che chiedeva aiuto.

A quel punto il cacciatore ha poggiato il suo fucile sul tetto della sua automobile ed è uscito dal garage per vedere cosa fosse successo.

Uscito dal garage ha visto che un signore anziano era caduto dalla sua bicicletta, mentre di buona ora si stava recando al panificio per acquistare il pane appena sfornato.

La caduta del signore anziano dalla bicicletta si era verificato a causa di una buca sul fondo stradale e la ruota della stessa si era infilata sul bordo della  buca stradale, facendo cadere il povero signore anziano per terra.

Il cacciatore, visto l’accaduto, si era precipitato nell’immediatezza a prestare subito soccorso all’anziano signore caduto rovinosamente a terra con la bicicletta, poggiando il fucile da caccia sul tetto della macchina.

Dopo aver soccorso l’anziano signore, e dopo aver prestato le prime cure del caso presso la propria abitazione, il cacciatore ha provveduto ad avvisare i familiari dell’anziano e i sanitari.

Prestato i primi soccorsi, il cacciatore successivamente si accingeva a raggiungere la zona di caccia con la sua automobile, e, nella concitazione del fatto accaduto, si era dimenticato di aver appoggiato il fucile sul tetto della sua autovettura.

Durante il tragitto, in una curva per le strade del centro urbano, il fucile è caduto dal tetto della macchina ed è andato a finire per terra, ma l’ignaro cacciatore non si era accorto di tutto questo.

Giunto sul luogo di caccia, si era accorto che nella sua macchina il fucile da caccia non c’era.

Dopo aver fatto mente locale, aveva subito realizzato che molto verosimilmente il fucile potesse essere stato perso per strada, e, fatta la dovuta ispezione a ritroso della strada percorsa, infruttuosamente, il malcapitato si era subito recato presso il comando carabinieri per denunciare lo smarrimento del fucile.

Giunto in caserma, con meraviglia, aveva potuto verificare che il suo fucile era poggiato sul tavolo della caserma dei carabinieri, nella sala piantoni.

I carabinieri, hanno provveduto ad informato il cacciatore, che il fucile era stato trovato da una persona nelle strade del centro urbano e portato in caserma.

I carabinieri hanno per forza di cose dovuto procedere alla denuncia alla Procura della Repubblica territorialmente competente.

Nei confronti del cacciatore, è subito scattato il ritiro cautelativo delle armi, e successivamente il divieto di detenzione armi e la revoca del porto d’armi, nonché il sequestro penale del fucile da caccia.

Il malcapitato veniva tratto a giudizio e in tale sede la difesa rappresentava, che la dimenticanza era stata “causata” dallo stato di forte concitazione quella mattina a causa dell’incidente del signore anziano in bicicletta nonché nel prestare il dovuto soccorso e le prime cure del caso, si era dimenticato del fucile poggiato sul tetto della macchina e quindi poi perso per strada.

Il tribunale competente, con la dovuta diligenza, dopo aver fatto una puntuale ed approfondita istruttoria, emetteva sentenza favorevole, prendendo atto di tutto l’accaduto, dello stato di concitazione che si era ingenerato per soccorrere l’anziano signore e che aveva determinato l’accaduto.

Conclusioni: il fatto ha avuto un lieto fine per l’interessato e si è subito provveduto a presentare alla Prefettura e alla Questura territorialmente competenti, le opportune richiesta di revoca del divieto di detenzione armi e di restituzione del porto d’armi.

Questo caso ci deve far riflettere sul fatto che la custodia delle armi deve essere assicurata con ogni diligenza nell’interesse della sicurezza pubblica e diciamo “l’incauta custodia di armi” è cosa molto insidiosa e può verificarsi in molteplici casi, quindi come dire, prestare sempre molta attenzione.

Sentenza del 19.05.2021

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Avv. Sassano

Di Avv. Sassano

Avv. Sassano Costantino Valentino, laureato in Giurisprudenza presso L' Alma Mater Studiorum UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI BOLOGNA.

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